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Il centro

Eterologa e analisi preimpianto: il primo centro di PMA del SSN

Un centro di eccellenza unico in Italia, punto di riferimento e di sperimentazione, oltre che baluardo di innovazione in campo di diritto alla procreazione.

 

Il Centro Pma dell’ospedale Santa Margherita di Cortona rappresenta l’unico centro pubblico di tutto il territorio nazionale in cui, da gennaio 2016, è possibile sottoporsi alla “Diagnosi genetica preimpianto”, fino a poco tempo fa severamente vietata dalla legge 40 e che, in Italia, era possibile effettuare solo in centri privati di Bologna o Roma.

 

La Diagnosi genetica preimpianto è una vera e propria “amniocentesi anticipata”, effettuata già sull’embrione – e non sul feto – un esame in grado di alleviare molte coppie portatrici di patologie genetiche, che potenzialmente possono portare ad un’alterazione genetica del feto e, quindi, ad una possibile delusione in fasi progressive della gravidanza.

 

Valtiberina Informa è andata direttamente all’Ospedale Santa Margherita di Cortona ad incontrare e intervistare il Prof. Luca Mencaglia, responsabile del Centro Pma, e alcuni membri del suo staff: Valeria Ambrosino, biologa (guarda l’intervista) e Barbara Banchelli, infermiera (guarda l’intervista).

 

“Il nostro centro è l’unico centro pubblico italiano ad effettuare la Diagnosi genetica preimpianto a 360°, cioè su tutte le malattie genetiche  – ha detto ai nostri microfoni il Prof. Mencaglia – siamo in grado, quindi, di avere la certezza di trasferire all’interno dell’utero della donna soltanto embrioni sani e questo rappresenta un passo in avanti importantissimo, perché fino ad oggi questo tipo di pazienti, ad alto rischio di malformazioni del feto, avevano solo la possibilità di tentare la gravidanza, fare una diagnosi già a gravidanza avvenuta ed, eventualmente in caso di feto malato, andare incontro ad aborto terapeutico che, non lo dimentichiamo mai, è un vero e proprio trauma per la donna”.

 

Obiettivo della Usl Sud-Est (Siena – Arezzo – Grosseto) è far conoscere questo importante centro a totale gestione pubblica, unico in Italia, mettendo i pazienti nelle migliori condizioni possibili per accedervi.

 

Si parla di numeri importanti: in Italia sono circa il 20% le coppie in età considerata fertile che non riescono ad avere figli dopo due anni di tentativi. Siamo nell’ordine di 4 milioni di persone. “Abbiamo installato una rete di Pma che coinvolge i maggiori consultori di tutta la Sud-Est in modo da creare una rete di lavoro – ha spiegato il Prof. Mencaglia ai nostri microfoni – in pratica un paziente che verrà preso in carico potrà accedere direttamente alle prestazioni, senza muoversi dal suo luogo di residenza, interrompendo i traumatici “viaggi della speranza” che le donne infertili erano costrette ad effettuare, per spostarsi qui a Cortona solo all’ultimo momento, in caso di necessità di cosiddetto terzo livello, cioè il livello più alto e complesso per quanto riguarda la fecondazione medicalmente assistita, rappresentato appunto della Diagnosi genetica preimpianto o dall’eterologa”.

 

Da quando l’infertilità è stata definita malattia, appare ancora più chiaro come il diritto alla procreazione debba essere garantito a tutti: “Quello che vogliamo interrompere con il Centro Pma di Cortona a totale gestione pubblica – ha sottolineato il Prof. Mencaglia – è che finisca una selezione basata solamente sulle qualità sociali: oggi solo chi ha disponibilità economica si può permettere una gravidanza, perché deve necessariamente ricorrere a centri privati che hanno costi molto elevati. In Toscana, con la Usl Sud-Est come bandiera, cerchiamo di rendere il diritto alla procreazione un diritto per tutti”.

 

Tra gli obiettivi del Centro cortonese anche l’educazione alla cultura della donazione: “Così come avviene per sangue, midollo o organi – ha detto il Prof. Mencaglia – è importante che in Italia si sviluppi una cultura della donazione anche per quello che riguarda i gameti, quindi ovociti e spermatozoi”. In questo senso si sviluppano le tecniche di Egg sharing e Social Freezing, due concetti molto vicini che riguardano la condivisione di ovociti, oltre che la donazione.

 

Il Social Freezing, infatti, è una forma di “deposito” degli ovociti della donna che, per ragioni sociali, economiche, di salute, decida di non avere nell’immediato una maternità, ma di rimandarla senza perdere la possibilità di una gravidanza naturale. Una parte di questi ovociti verranno donati e una parte rimarrà congelata nella biobanca di Cortona, in attesa di essere utilizzati dalla donatrice.

 

Come ci ha spiegato la biologa Valeria Ambrosino, all’interno del Centro Pma di Cortona è possibile effettuare anche tecniche di crioconservazione per preservare la fertilità e, in particolare, viene effettuata anche una tecnica sperimentale e innovativa per la preservazione della fertilità in pazienti oncologiche. “La crioconservazione di tessuto ovarico e testicolare ha già dato i suoi frutti: 25 bambini nati da un trapianto di tessuto i ortotopico e una gravidanza gemellare per impianto eterotopico”, ci ha spiegato la Dott.ssa Ambrosino.

 

Un centro di eccellenza e sperimentazione, che si contraddistingue anche per l’umanità e l’empatia che tutti gli operatori vogliono trasmettere alle coppie in cura: “Le coppie che vengono qui sono impaurite, soprattutto la donna ovviamente, i percorsi sono difficili e bisogna starle vicino anche psicologicamente, aiutando entrambi nel percorso – ha detto Barbara Banchelli infermiera del Centro Pma – è un lavoro impegnativo, ma che dà tantissime soddisfazioni!”

 

Si ringrazia Valtiberina Edizioni – www.valtiberinainforma.it